di Gianluca Vassalli, coordinatore di Eco Design Week

L’idea di Eco Design Week è nata nell’aprile del 2015, durante un viaggio in auto di ritorno dal Salone del Mobile di Milano.

Quest’ultimo è senza dubbio un evento unico e ricco di mille suggestioni, che rende l’Italia speciale agli occhi del mondo: da qui mi è nata la voglia di fare qualcosa di simile anche nel nostro territorio, un luogo meraviglioso ma allo stesso tempo apparentemente immobile.

Ormai da oltre vent’anni, precisamente dal 1993, frequento puntualmente la design week milanese e sempre più negli ultimi anni ho potuto notare la crescente attenzione dei designers e delle aziende verso la sostenibilità: sono sempre di più i prodotti che vengono concepiti e proposti esaltando il tema dell’ecologia, del riuso dei materiali, del riciclo, del reimpiego di processi produttivi sostenibili.

Nell’ultimo decennio il format della “design week” è esploso ovunque; le più grandi città del mondo e dell’Italia provano a sviluppare nei loro centri storici, nelle aree fieristiche o nei quartieri questi eventi diffusi, legati spesso all’arredamento, al complemento, all’autoproduzione e ai makers: è un tema ormai conosciuto e ampiamente diffuso, apprezzato e di moda.

Però da noi c’è di più, perché fino da ora in nessuna città, a parte qualche piccolo esperimento, si è provato a fare una design week interamente dedicata al tema dell’ecologia e del saper fare eco-sostenibile.

Per la prima volta, infatti, è nata l’idea di mettere il design, inteso come pensiero progettuale, al centro di un evento che non parli solo di arredamento o di oggetti esteticamente apprezzabili, ma si occupi in generale di progettare edifici, iniziative e servizi in maniera consapevole, nel rispetto dell’ambiente. Il design è un concetto molto interessante e vastissimo, che non si occupa solo di estetica fine a sé stessa, ma di emozioni, forma e funzioni unite insieme da un filo conduttore, cioè da un progetto.

Ormai il concetto stesso di design è cambiato rispetto ad un tempo, perché oggi forse il mondo non ha più davvero bisogno di prodotti, ma di certo ha bisogno di design: cioè della capacità di risolvere i problemi in modo creativo, multi-disciplinare e umanistico. E le aziende hanno voglia di design strategico, cioè della capacità di pensare a prodotti, servizi, interazioni, comunicazione ed esperienze in modo integrato.

C’è un mondo da costruire, vedi il settore delle costruzioni ed è il momento di farlo usando strategicamente il design come disciplina innovativa e amica dell’ambiente.

Proprio nel momento in cui riflettevamo su questi temi, è stato ufficializzato al Delta del Po il riconoscimento MAB UNESCO, la qualifica internazionale di “Riserva della Biosfera” ad aree di ecosistemi terresti, costieri e marini in cui, attraverso un’appropriata gestione del territorio, si associa la conservazione dell’ecosistema e della sua biodiversità ad un uso sostenibile delle risorse naturali, a beneficio delle comunità locali.

Oggi il Delta del Po vive un suo momento storico particolarissimo, che va visto con speranza e ottimismo.

Si è chiusa la lunga storia legata alla Centrale Enel e ad Adria arriva un’azienda straordinaria come Novamont-Mater Biotech, che ha nelle biotecnologie e nella riqualificazione industriale le caratteristiche fondamentali del suo business. Nel Delta del Po arriva la “chimica verde”.
Sono segnali che devono dare fiducia nel futuro.

Queste coincidenze hanno fatto sentire in me, in Gianni Ravarro (esperto organizzatore di eventi e grande amante del Delta del Po) e negli amici dell’Associazione Invillaangeli, l’urgenza di cogliere questo momento storico per il nostro territorio, che impone per il suo sviluppo una scelta legata alla sostenibilità.

Dopo aver creato un Comitato promotore, con le associazioni ambientaliste e culturali del Delta del Po, è iniziato un lungo percorso di consultazioni e interazioni rivolto verso tutti gli attori pubblici e privati, profit e no profit, che operano a vario titolo nel nostro territorio.

Non siamo riusciti a convincere tutti, soprattutto non siamo riusciti a convincere alcune istituzioni pubbliche a credere fin da subito in questo progetto. Ma la risposta di piccoli e grandi imprenditori del territorio e non solo, di tanti operatori che nel Delta portano avanti un’offerta turistica straordinaria e di qualità, ha dato una grande spinta emotiva a questa nostra iniziativa, che nasce come “Laboratorio 2016”, quest’anno in versione sperimentale, ma con un programma già molto ricco e articolato, sopra le nostre aspettative.

Sentiamo che attraverso una guida e un progetto condivisibile è possibile far nascere una sinergia fra tutti gli operatori e le risorse locali, una sinergia che valorizzi le peculiarità e i diversi punti di vista che determinano il carattere del territorio.

Il design ormai include il saper-fare (artigiano, industriale e non solo), che oggi più che mai giornalisti ed economisti considerano la via per lo sviluppo del nostro Paese.

Per quanto riguarda il territorio del Delta del Po e la sua biosfera, lo sviluppo deve essere necessariamente sostenibile. Di questo parleremo, questo sarà il tema al centro del nostro piccolo grande esperimento.

Gianluca Vassalli

gianluca@vassalliassociati.com