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Sostenibilità ambientale e industria turistica

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di Selene Cassetta

L’industria turistica spesso non va di pari passo con la sostenibilità ambientale. Lo sappiamo bene noi dell’associazione INVILLANGELI che dalla necessità di parlare anche di una nuova forma di turismo per il Delta del Po, abbiamo dato vita ad Eco Design Week, un evento che unisce il pensiero progettuale mutuato dal design con il saper fare eco sostenibile. Riteniamo infatti che il saper fare legato alla sostenibilità debba essere la direzione da seguire per lo sviluppo di molteplici settori: dall’architettura alla produzione artigianale, dall’alimentazione al turismo, soprattutto in un ambiente delicato com’è quello del Delta. Il settore del turismo, se ci pensiamo, racchiude in sé un po’ tutti gli ambiti appena citati ed è per questo che è necessario sempre più pensare le politiche in un’ottica a lungo termine che rispetti comunità, risorse e cultura. Citando la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo: “Lo sviluppo del turismo sostenibile risponde ai bisogni dei turisti e delle regioni che li accolgono, tutelando e migliorando le opportunità per il futuro. Deve tradursi in una gestione integrata di tutte le risorse che permetta di soddisfare i bisogni economici, estetici e sociali, e contemporaneamente preservi l’integrità culturale, gli ecosistemi, la biodiversità e le condizioni di base per la vita”.

I rischi del turismo

Se pensiamo ai rischi del turismo pensiamo subito al turismo di massa e alla sua scarsa attenzione alla qualità dello sviluppo e alle conseguenze di degrado ambientale e sociale. Quando pensiamo all’impatto che ha il turismo su un territorio dobbiamo pensare alla capacità di carico sia ecologica che socio-culturale specifica per ogni località, oltrepassata la quale si determinano forti rischi ambientali, sociali ed economici per il futuro di quel territorio. Non solo le troppe presenze possono causare sul piano ambientale danni in zone ecologicamente sensibili e incremento dell’inquinamento, ma una forte presenza di turisti in periodi concentrati durante l’anno ha un’impatto anche sulla comunità locale e la sua cultura: spesso per venire incontro alle esigenze del turista e ai suoi usi, si mettono da parte tradizioni e tipicità di un luogo. Per questi motivi è necessario programmare uno sviluppo sostenibile del turismo che possa trasformare questo fenomeno in un elemento di valorizzazione anziché di degrado, con l’obiettivo di maturare e diffondere la consapevolezza che anche per il turismo esistono dei limiti: se si superano si rischia di non poter più contare in futuro sulle risorse su cui facciamo affidamento oggi. Non è una condanna al turismo di massa in sé e per sé, ma è uno stimolo a dar vita a progetti che promuovano buone pratiche rispettose di ciò che abbiamo e ne valorizzino le unicità come, per esempio, la diffusione di modelli di gestione ambientale delle strutture ricettive, le azioni per favorire una mobilità sostenibile oppure la diffusione di proposte di educazione ambientale e di attività turistiche a basso impatto.

Il concetto di sostenibilità ha trovato una sua applicazione nel settore turistico solo a partire dal 1995, con la prima Carta del Turismo Sostenibile (CETS):  si tratta una dichiarazione di linee-guida e di principi volti ad un turismo e ad un’organizzazione dei luoghi turistici rispettosi dell’ambiente e delle risorse culturali dei luoghi stessi. Sono azioni volte all’educazione del turista rispetto alla comprensione delle tradizioni degli abitanti dei luoghi visitati e alla cura dell’ambiente locale. (fonte Wikipedia). La CETS è prima di tutto un insieme di azioni volontarie attente alle dimensioni sociale e ambientale, con il duplice obiettivo di incrementare l’attività economica e di contribuire alla conservazione dei patrimoni naturale, culturale e paesaggistico dei territori.

Buone pratiche di sostenibilità turistica in Italia

Esistono dei progetti in Italia che fanno ben sperare di essere sulla buona strada dello sviluppo legato ai principi di sostenibilità e dai quali magari prendere esempio. Vediamone alcuni:

Polo Turistico di Bibione: questo territorio rappresenta ancora un riferimento di eccellenza nella gestione ambientale territoriale e nella promozione di un turismo sostenibile. Nel 2002, difatti, è stato il primo sito turistico in Europa ad aver ottenuto la Certificazione Ambientale EMAS, diventando punto di riferimento per tutte le altre organizzazioni che hanno avviato lo stesso percorso. Bibione si è impegnata a promuovere l’informazione, la formazione e la sensibilizzazione del personale, degli operatori e dei cittadini; a divulgare la politica ambientale elaborata attraverso il continuo confronto delle parti interessate; a favorire e stimolare l’adesione al progetto di ogni singolo operatore; a migliorare costantemente il Sistema di Gestione Ambientale, in particolare, mediante il coordinamento della gestione dei rifiuti e della valorizzazione delle aree verdi.

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Progetto Egadi: ed è il primo modello di turismo sostenibile sviluppato e certificato da un’istituzione scientifica con l’obiettivo di offrire un esempio di gestione eco-compatibile dei servizi e del territorio e, allo stesso tempo, valorizzare e rendere più competitiva l’offerta turistica. Siamo all’interno dell’area marina protetta più grande d’Europa, 53mila ettari di ecosistema prezioso e fragile, dove ogni anno nei mesi estivi ai 4mila abitanti della comunità locale si sommano oltre 400mila visitatori: il progetto, che ha vinto il Premio Smart Communities SMAU Milano 2015, può essere considerato un modello pilota ad alta replicabilità da seguire. Ma cosa prevede il Progetto Egadi? Grazie a questo progetto sono stati realizzati un impianto di compostaggio per la trasformazione della frazione organica dei rifiuti da raccolta differenziata in fertilizzante per il terreno; si è trovata una soluzione per il trattamento e riuso delle acque reflue ed è stata installata una casa dell’acqua per ridurre l’utilizzo di bottiglie di plastica.  È stato inoltre creato un marchio di qualità ambientale per le imprese locali che hanno intrapreso un percorso di miglioramento e riduzione dell’impatto ambientale delle loro attività.

 

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Progetto Green Booking: lanciato dagli albergatori della riviera romagnola, si tratta di un portale che ha proposto alle sue strutture di diventare “green” alimentando un sistema di piantumazione di alberi e piante sul territorio, con l’obiettivo di piantare 1000 alberi nei prossimi 5 anni. Come funziona? Dalla home page del portale, gli utenti possono scegliere e prenotare uno degli alberghi che hanno aderito al progetto Green Booking versando un contributo per donare uno o più alberi. In pratica il turista ha l’opportunità di partecipare al progetto senza pagare costi aggiuntivi, facendo una scelta consapevole verso un turismo più rispettoso dell’ambiente.